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About

“The details are not the details.
They make the design”
Charles Ormond Eames

Le prime sensazioni che provo quando entro in uno spazio sono quelle che mi rimangono. Tavolo in marmo, ceramiche dipinte, ceste di fiori, legna, giornali. Grandi finestre, cornici dorate di un legno screpolato, specchi velati, mazzi di fiori secchi appoggiati su di una cassapanca, profumo di fresco, è il lenzuolo di lino asciugato al sole. Bicchieri di vetro soffiato, che provi a mordere, tende pesanti che volano, per giocare a nascondino con le piante del terrazzo. 

Posate d’argento dal gusto aspro, album di foglie per imparare i nomi delle piante. Tazzine spaiate e teiere che arrivano da un viaggio. Ci sono case che ci abbracciano senza stringerci. Atmosfere che ci sembra di avere sempre respirato, sensazione di benessere. Il fascino del Mediterraneo portato nei climi più freddi, con la voglia di respirare il mare tutte le volte che si può.
Formelle fredde su cui appoggiare i piedi nudi, cuscini ricamati che sovrastano il letto. 

Lavoro su piccoli spazi con oggetti pensati, cercati, accostati gli uni agli altri.
Tradizione e contemporaneità dialogano, con la ricerca del dettaglio, la cura, la scelta dei materiali.
Eleganza, ma con un’occhiata agli stili che si mescolano. Mix and match, non c’è la rigidità di una regola, ma armonia per creare spazi in cui si sta bene.


Disordine perfetto

Originalità, artigianilità contemporanea e oggetti antichi che dialogano, per ambienti scenografici e senza tempo, ma attuali. E’ vintage? Non solo, non necessariamente.
Un mobile antico, o vissuto, rivive accostato ad elementi contemporanei. Tanto, tantissimo verde: piante, fiori, petali, rami.
Giardini che entrano in casa, soggiorni e verande con i piedi sull’erba.

Questo è il mio racconto.